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Genetica e nutrizione: 5 domande a Elena Giordano

La Dott.ssa Elena Giordano è una biologa nutrizionista specializzata in Nutrigenetica e Nutrigenomica e nella sua attività professionale fornisce ai suoi pazienti uno screening completo per creare piani nutrizionali ad hoc per ciascun individuo. Lo Studio Falconi ha intervistato Elena Giordano per avere qualche chiarimento riguardo il ruolo del cibo sulla salute generale del nostro organismo e per conoscere meglio il suo lavoro.

Nutrizione e salute dentale

 

1) Dottoressa Giordano, ci spiega meglio qual è il suo approccio alla nutrizione?  

Il presupposto principale è che il nostro modo di alimentarci attraverso il cibo ha un impatto notevole su vari aspetti della nostra vita, non solo su quello estetico ma anche, e in modo correlato, su quello psicologico e sociale. Io mi baso su un approccio “no calorie”, intendendo con questo che mi occupo non solo di programmare una dieta per ridurre le calorie giornaliere per chi desidera perdere peso, ma effettuo anche una valutazione generale sullo stile di vita della persona e una più specifica sulla predisposizione individuale ad assimilare meglio o peggio determinati tipi di cibi.

2) Cosa intende quando parla di predisposizione individuale nell’assimilazione del cibo? 

Esiste una interazione forte tra ciò che mangiamo e la nostra predisposizione genetica verso i cibi, cioè il modo in cui il nostro organismo assume i nutrienti necessari per la sua vita e per la sua salute. I termini alimentazione e nutrizione sono generalmente usati come sinonimi ma esiste una prima distinzione da fare tra questi due concetti per capire meglio di cosa stiamo parlando.  

Alimentarsi significa genericamente introdurre del cibo nel nostro organismo, che poi verrà trasformato in energia attraverso il metabolismo. La Nutrizione è la scienza che studia il corretto contributo dei principi alimentari che introduciamo con il cibo nel nostro corpo, considerato che ogni alimento si compone di sostanze che contribuiscono in modo differente alla costruzione dell’organismo e a mantenerlo in salute. Il nodo fondamentale è capire quali alimenti sono più adatti per ciascun individuo, dal momento che ognuno di noi è dotato di un proprio patrimonio genetico e di un modo differente di assimilare quei principi alimentari.

3) Come possiamo sapere quali sono gli alimenti più adatti per ognuno di noi?

Nel DNA di ciascuno sono contenute tutte le informazioni che ci permettono di vivere e di generare le nostre risposte fisiche e mentali, per questo è molto importante introdurre correttamente i macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine) e i micronutrienti (vitamine, sali minerali e acqua) in modo da preservare la funzionalità dei nostri geni e in questo la scienza ci corre in aiuto per capire come fare. La Nutrigenomica indaga su come le molecole contenute negli alimenti agiscono sull’espressione dei geni, mentre la Nutrigenetica studia l’influenza della variabilità genetica individuale sul metabolismo dei nutrienti. 

A completamento della visita nutrizionale che compio sui miei pazienti, si possono effettuare appositi test per ricavare molte più informazioni sulla persona e studiare un piano nutrizionale dedicato.  Con il Test Nutrigenetico si analizzano specifiche varianti genetiche per individuare le quantità corrette di macro e micronutrienti per il singolo individuo, si possono poi fare anche i test specifici per chi pratica attività sportiva e quelli per avere indicazioni sulla sensibilità individuale verso zuccheri semplici, carboidrati e grassi e le informazioni sulla propria propensione all’invecchiamento cellulare.

4) Molti associano la dieta a un momento di sacrificio e di privazione, è necessario operare un drastico cambiamento nel modo di mangiare per raggiungere i risultati di perdere peso e di mantenersi in salute?

Vorrei fare una prima precisazione dicendo che quando si parla di dieta non ci si riferisce, come comunemente accade, a quel periodo di tempo in cui facciamo il sacrificio di mangiare poco o addirittura saltiamo i pasti (cosa assolutamente da evitare) o ci priviamo di certi cibi che pensiamo siano responsabili del farci ingrassare. La dieta è il nostro modo di mangiare, per cui in pratica seguiamo sempre una dieta, cioè abbiamo uno stile alimentare preciso. 

È vero che non tutti hanno la costanza di curare ogni giorno tutti gli aspetti legati all’alimentazione, sia per mancanza di tempo, dedicando meno tempo alla preparazione del pasto e assumendo alimenti preconfezionati o precucinati, sia perché ognuno ha le proprie preferenze in fatto di cibo e per alcuni potrebbe essere psicologicamente molto gravoso rinunciare a certi cibi. È pur vero però che se vogliamo ottenere dei risultati, come perdere peso e restare in salute attraverso l’uso dell’alimentazione, l’obiettivo non è tanto mettersi a dieta ma piuttosto cambiare dieta e modificare il proprio approccio nei confronti del cibo. Ciò significa assumere un comportamento consapevole e lavorare per ottenere l’unione tra benessere funzionale e benessere esteriore, visibile. Se un paziente viene da me con l’obiettivo di perdere peso, non necessariamente dovrà ridurre le porzioni di ciò che mangia, anche se è comunque consigliabile introdurre nel nostro corpo solo la quantità di cibo davvero necessaria, però direi che l’attenzione va messa principalmente sulla ricerca di quali sono gli alimenti funzionali e quali invece possono dare luogo a disfunzionalità. Per questo viene effettuato un test per ottenere un risultato specifico e davvero mirato sulla persona. Non è detto che tra le cose che ci fanno male ci siano i nostri cibi preferiti, anzi, spesso si fanno le crociate contro certi tipi di alimenti ma non sempre è necessario eliminarli completamente, a meno che non diano luogo ad allergie potenzialmente pericolose. Ad esempio, più spesso si tratta di intolleranze che è possibile tenere sotto controllo. Per quanto riguarda il sacrificio, spesso un cambiamento importante comporta degli sforzi ma in questo caso i risultati sono senza dubbio commisurati. In parole semplici, vale davvero la pena mangiare bene per restare in salute e piacersi!

5) A proposito di benessere funzionale e benessere esteriore e visto che teniamo particolarmente al sorriso dei nostri pazienti, quali cibi può consigliare che hanno un’influenza positiva sulla salute dei denti?

Certamente esiste una stretta relazione anche tra cibo e salute dentale. Ad esempio il latte e i derivati del latte sono consigliati soprattutto per i bambini perché hanno un elevato contenuto di calcio e aiutano a proteggere la salute dei denti, la cui struttura è prevalentemente composta proprio da questo minerale. Un importante accorgimento dopo aver bevuto del latte è quello di eliminare i residui di lattosio dai denti con lo spazzolino, poiché questo zucchero si deposita sullo smalto e alimenta la flora batterica del cavo orale. 

Altri cibi consigliati sono le verdure a foglia larga come bietole e spinaci, che stimolano la salivazione e aiutano a pulire la bocca e allo stesso scopo è molto utile la frutta croccante e ricca di fibre, come la mela, oltre ai frutti di bosco che contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre i depositi di placca dell'80% (purché assunti senza zucchero) e sono inoltre ricchissimi di vitamina C che rinforza le difese antiossidanti della saliva.

Il sedano e le carote sono uno snack “spezza fame” adatto alla stagione calda: idratano e al tempo steso eliminano la placca, mentre ravanelli, pomodori, crescione e ciliegie contengono fluoro che rinforza lo smalto dentario.

 

Per avere più informazioni sull’attività e le prestazioni professionali della Dottoressa Giordano potete visitare il suo sito web o contattare lo Studio Falconi per prenotare un appuntamento.